Descrizione
Tokinoka Black Sake Cask Finish
Japanese Whisky
Dopo il grande successo dello Sherry Cask Finish, il Master Blender della distilleria Eigashima Shuzo, Akito Ueda, ha realizzato una seconda edizione limitata sulla base del pluripremiato Tokinika Black. Il Tokinoka Black Sake Cask Finish è un blend whisky giapponese realizzato con un mix di 50% – 50% di malto e grano, prodotto nella distilleria White Oak di Hyogo, a ovest di Kobe. I singoli distillati prima di essere miscelati tra loro, maturano in botti di sherry, bourbon e Virgin Oak (ossia: botti di rovere di primo riempimento).
Come di evince facilmente dal nome, questa espressione della distilleria, vanta un ulteriore invecchiamento di sei mesi, in botti precedentemente utilizzate per la maturazione del Sake. Si contraddistingue per il suo carattere minerale ed estremamente originale, un concentrato di giapponesità, estremamente equilibrato. Questo Blended Whisky vuole rifarsi proprio alle antiche tradizioni nipponiche riportando la mente alle origini del whisky orientale.
Il whisky di tradizione giapponese si lega inequivocabilmente a quello scozzese con la stessa capacità di sorprendere ogni intenditore pur differenziandosi in certi aspetti. I whisky giapponesi sono infatti creati con particolare attenzione alla morbidezza, utilizzando metodi di distillazione ormai quasi abbandonati in Scozia.
Note di degustazione
Al naso prevalgono note di cereali, di pane fresco, e di cialde di riso. Accompagnate da impressioni fruttate di pere. Al palato, nonostante l’alto contenuto di alcol, è abbastanza delicato e accessibile, con meno riso che al naso, ma più spezie e dolcezza di malto, con approcci di frutta matura. Il finale è di media lunghezza, e delicatamente speziato e fruttato.
White Oak Distillery
La White Oak Distillery (il cui vero nome è Eigashima Shuzo) è una distilleria giapponese di whisky e non solo. In funzione ufficialmente dal 1984, si trova nella città di Akashi, nella prefettura di Hyōgo, in Giappone. La distilleria ha rilasciato il suo primo whisky single malt alla fine del 2007, sotto il nome di “Akashi”.
Le sue origini risalgono al lontano 1888, quando ottenne la prima licenza del Giappone per la distillazione di bevande alcoliche. Ma iniziò a produrre whisky, seppur in piccole quantità, già nel 1919. Nel 1984 però, il consumo di whisky nel paese del sol levante, crebbe vertiginosamente.
Questo portò l’inizio l’azienda a realizzare un nuovo stabilimento, in stile scozzese dove concentrare l’intero processo di distillazione di whisky di malto. Qui i primi due alambicchi di rame di tipo pot still, vennero presto sostituiti da altri ben piu voluminosi, usati esclusivamente per la produzione del whisky (White Oak). Prima di allora infatti il whisky veniva prodotto dalla distilleria solo tra i mesi di giugno e luglio, per il resto dell’anno si produceva sakè e shochu. Data però l’attuale alta richiesta di whisky giapponese la produzione è passata a 4 mesi, da aprile a luglio in contrapposizione con sakè e shochu che hanno visto una diminuzione della produzione.
Ad oggi tutto l’orzo utilizzato dalla distilleria, per la produzione dei suoi whisky è appositamente selezionato, ha un basso livello di torba (circa 10ppm) e arriva dalla Gran Bretagna.
N.B.: Fino ai primi anni ’80 tutto il whisky prodotto dalla distilleria Eigashima Shuzo era utilizzato per la realizzazione di blended whisky commercializzati col nome di “White Oak” (Quercia Bianca). Querti whisky avevano una percentuale molto alta (75%) di Single Malt Akashi, ed erano caratterizzati da una estrema morbidezza.



